Il mostro sotto l’albero

Un uomo Palestinese sulle rovine della Zafer Tower a Gaza City, distrutta dall'attacco israeliano l'11 Settembre del 2014 (Photo by Mohammed Asad)

Un uomo Palestinese sulle rovine della Zafer Tower a Gaza City, distrutta dall’attacco israeliano l’11 Settembre del 2014 (Photo by Mohammed Asad)

Vorrei denunciare quello che succede a Gaza e in Cisgiordania, ma non è possibile. Sarebbe una tale sfilza di porcate che il lettore medio che preferisce tapparsi il naso cambierebbe subito argomento, andando a cercare una qualsiasi cazzata rilassante altrove.
Si tratta della vita e del futuro di un sacco di gente i cui destini sono stati venduti da tutta la civiltà occidentale. Sono orgogliosi, reagiscono alle provocazioni come farebbero molti di noi che venissero privati della propria casa, della propria terra, dei propri diritti, del futuro e della sanità mentale dei propri figli. Bambini (stiamo parlando anche di 12enni) rapiti dalla polizia senza un motivo valido, rilasciati dopo giorni traumatizzati, ragazzi che finiscono in carcere e lì rimangono per mesi e mesi, spesso soggetti a violenze, senza processo anche per aver semplicemente stampato dei manifesti.
Gaza è il cuneo attorno al quale ruota lo scontro tra la civiltà orizzontale e quella musulmana. E’ il luogo nel quale c’è la scintilla che ha acceso il pretesto dello scontro tra le nostre civiltà.

In queste foto la famiglia del Ministro palestinese Ziad Abu Ein, ucciso pochi giorni fa mentre partecipava ad una manifestazione pacifica con una piantina di ulivo nelle mani. Ziad è stato ucciso dalle percosse di un soldato israeliano. Immaginate il clamore che l'assassinio di un ministro di qualunque altro paese, da parte di un soldato di qualunque altro paese, avrebbe suscitato su tutti i giornali e le televisioni del mondo. Ma Ziad era palestinese. E quel soldato israeliano. E dopo il rapido passaggio obbligato della notizia, il silenzio è calato sulla sua morte (foto e commento di Vittorio Arrigoni)

In queste foto la famiglia del Ministro palestinese Ziad Abu Ein, ucciso pochi giorni fa mentre partecipava ad una manifestazione pacifica con una piantina di ulivo nelle mani. Ziad è stato ucciso dalle percosse di un soldato israeliano.
Immaginate il clamore che l’assassinio di un ministro di qualunque altro paese, da parte di un soldato di qualunque altro paese, avrebbe suscitato su tutti i giornali e le televisioni del mondo. 
Ma Ziad era palestinese. E quel soldato israeliano. E dopo il rapido passaggio obbligato della notizia, il silenzio è calato sulla sua morte (foto e commento di Vittorio Arrigoni)

E’ il luogo nel quale quello che si autodefinisce uno stato democratico e con il quale continuiamo ad avere scambi commerciali è in realtà una dittatura il cui governo è militarizzato e mira a schiacciare tutto ciò che gli sta intorno. A qualsiasi costo, al costo delle vite dei Palestinesi, il cui destino non interessa a nessuno, dove collaborazionisti nel governo attuale Palestinese e falsi amici come il governo Egiziano si stanno spartendo le ultime risorse vitali con Israele (il gas a largo di Gaza e nel West Bank) con la complicità anche dell’Inghilterra.

Ci sono associazioni umanitarie che gridano aiuto, che chiedono che il mondo intervenga a difesa dei bambini e del futuro del popolo Palestinese. Grida nel vuoto, nessuno li ascolta, anche il popolo italiano è intento a preoccuparsi del suo governo, delle sue sfortune, delle tasse da pagare e delle prossime vacanze a venire.

Persino Renzi oggi apre le braccia alla testa del mostro, il primo ministro israeliano Netanyahu, che cerca di convincere l’amico Matteo che “Israele è un’isola nel mezzo dell’integralismo islamico” e che quindi non merita l’offensiva diplomatica che sta portando gli stati europei a riconoscere lo Stato Palestinese e la dignità di un popolo, cosa che lo stato italiano non ha ancora fatto. Ma noi d’altronde siamo lo stato che addestra i piloti israeliani nel poligono di tiro in Sardegna a fare le operazioni di distruzione in Palestina. Ogni altro commento è superficiale.

I link sono qui di seguito. Guardateli, squarciate le vostre coscienze e almeno sdegnatevi, così che anche voi possiate cacciare via il mostro almeno dal vostro albero di Natale. E’ già qualcosa.

Alcuni riferimenti

Leonardo

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